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Bambini

RITARDO NELLO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO

Il linguaggio dei bambini inizia ad emergere in una prima fase con quella che viene chiamata “lallazione”. Sono i primi suoni emessi dai lattanti caratterizzati da doppie vocali e consonanti. Sono esempi di lallazione “LA LA LA” “TA TA TA” “PA PA PA”. Si tratta di una fase importantissima per lo sviluppo linguistico del bambino. Quando compare la lallazione? Ogni bambino inizia ad emettere questi primi suoni in tempi diversi, generalmente compare nel primo anno di vita. Il bambino poi inizia ad articolare vere e proprie parole. Intorno ai due anni abbiamo quella che viene definita “esplosione linguistica”. E’un percorso di sviluppo naturale che può essere favorito dalla proposta di attività ludiche che vanno ad incrementare il vocabolario del piccolo. L’intervento in tal senso è incentrato a proporre attività divertenti al bambino e fornire indicazioni ai genitori per accompagnarlo in questo percorso. Verranno fornite un’assistenza costante e valutazione dei progressi.

DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO

Cosa deve fare un genitore per il proprio figlio che ha ricevuto una diagnosi di autismo? Lo scopo dell’intervento è quello di fornire un sostegno a 360 gradi in tutti i contesti di vita del bambino e ragazzo. Verrà fatta una valutazione iniziale delle abilità mediante l’utilizzo di test standardizzati per poter predisporre un piano di intervento personalizzato. Le strategie utilizzate si rifanno all’approccio cognitivo- comportamentale. L’obiettivo principale è quello di concordare con i genitori gli obiettivi da raggiungere e attuare delle attività finalizzate al loro perseguimento. Saranno eseguiti interventi diretti con il bambino e fornito sostegno costante ai genitori e insegnanti. Per i bambini e ragazzi non verbali saranno introdotte modalità comunicative per poter interagire con gli altri. Verrà data molta importanza alla creazione di un contesto di apprendimento positivo e motivante. L’autismo è un modo diverso di percepire e vivere ed elaborare la realtà. I bambini con autismo hanno percezioni peculiari delle persone e degli eventi che si manifestano in comportamenti che i loro genitori, insegnanti e coetanei possono trovare difficile da comprendere. Non dobbiamo “normalizzare” un bambino/ragazzo autistico, ma bensì fornire gli strumenti necessari per poter vivere in autonomia. E’ importante un intervento intenso e tempestivo per ottenere degli ottimi risultati.

DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO

Rientrano nella categoria di “Disturbi specifici dell’apprendimento” la DISLESSIA (difficoltà di lettura), la DISGRAFIA e DISORTOGRAFIA (difficoltà di scrittura) e la DISCALCULIA (difficoltà di calcolo). Sono diagnosticabili a partire dalla fine del primo anno della scuola primaria. Un intervento precoce e mirato fornendo strumenti compensativi permette allo studente DSA di poter seguire il programma scolastico come i suoi compagni. L’intervento mira a predisporre attività di potenziamento e a fornire strumenti compensativi per agevolare il bambino nello studio e apprendimento arginando il senso di frustrazione che si potrebbe creare senza il loro impiego.

DISABILITA’ INTELLETTIVE

Secondo la definizione del DSM 5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) è un disturbo con esordio nel periodo dello sviluppo che comprende deficit del funzionamento sia intellettivo che adattivo negli ambiti concettuali, sociali e pratici. Lo scopo dell’intervento nei bambini e ragazzi con disabilità intellettiva mira a migliorare la loro qualità della vita fornendo strategie per affrontare la quotidianità. Il lavoro con questi bambini avviene in tutti i contesti e verrà data totale disponibilità ai genitori per fronteggiare le varie situazioni di vita quotidiana che si presentano. Saranno formati anche gli educatori e insegnanti per facilitare il loro inserimento nel contesto scolastico e adattare il programma scolastico alle loro potenzialità.

DIFFICOLTA’ NELLA GESTIONE DELLE EMOZIONI

Il bambino sperimenta fin dalla nascita le diverse emozioni. Non sa ovviamente all’inizio dargli un nome ma è in grado di provarle. Più il bambino cresce e maggiore è l’intensità delle emozioni provate, il tutto va in concomitanza con una maggiore consapevolezza del mondo circostante. Ci sono emozioni quali paura e rabbia che generano uno stato che talvolta il bambino vive con sofferenza. E può in alcune circostanze capitare che il bambino risponda a queste emozioni con azioni non appropriate. Questo genera uno stato di malessere e di conseguenza anche difficoltà nelle relazioni con gli altri. L’intervento con questi bambini ha lo scopo di far acquisire la capacità di autoregolazione emotiva che permette di rispondere alle emozioni con comportamenti adattivi. Questo di conseguenza andrà ad influire positivamente sulla fiducia nelle proprie capacità e nelle relazioni con gli altri. Le sedute daranno svolte direttamente con il bambino/ragazzo e periodicamente anche con le figure significative.

DIFFICOLTA’ SCOLASTICHE

La scuola rappresenta uno dei contesti nel quale il bambino e ragazzo trascorre la maggior parte del suo tempo. Se sperimenta qualche difficoltà dobbiamo correre subito “al riparo”per ripristinare una situazione ottimale. Talvolta le difficoltà scolastiche si manifestano non solo nel non voler andare a scuola ma anche con stati di malessere fisico. L’intervento sarà incentrato nel comprendere la causa di queste difficoltà dando un sostegno totale al bambino/ragazzo per poter superare questa crisi. Verranno dispensate indicazioni anche ai genitori e agli insegnanti per facilitare il ripristino di una situazione positiva e permettere al bambino di sperimentare situazioni positive e motivanti.

ELABORAZIONE DI UN LUTTO

I bambini vivono un lutto esattamente come noi adulti. Hanno bisogno di essere ascoltati e di avere tutte le spiegazioni che richiedono. E’ diffusa la convinzione che i bambini debbano essere “protetti” da questa situazione di sofferenza con il silenzio, l’allontanamento, il far finta di nulla. Non c’è nulla di più deleterio per un bambino/ragazzo. Spesso noi adulti non sappiamo trovare le parole giuste per spiegare l’accaduto oppure siamo emotivamente così coinvolti che parlarne con il bambino/ragazzo fa riaffiorare il nostro dolore. Le sedute diventano una parte indispensabile nel percorso di elaborazione del lutto. Potranno essere svolte in base alle richieste, direttamente con il bambino, dando indicazioni agli adulti e/o con la partecipazione congiunta del bambino e delle figure significative.

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