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Le donne “invisibili”dello spettro

Una vita caratterizzata dallo “sentirsi strane” e con il pensiero che gli altri si comportano in modo incomprensibile. Una vita comunque “normale”fino a quando questo peso del “fare come gli altri ” per essere accettate diventa una vera e propria fonte di stress.

Con questo quadro clinico arrivano le donne dello spettro ad alto funzionamento nel mio studio. Altre invece mi contattano online perchè dove abitano non ci sono specialisti che trattano l’autismo in età adulta.

Tutte sono accomunate dallo stesso desiderio: sapere se a questo loro “sentirsi strane” può essere dato un nome.

Molte di loro arrivano dopo aver letto esperienze di vita di altre donne come loro e si rispecchiano così tanto che tra quelle righe trovano loro stesse. Qualcuno che finalmente parla la loro lingua.

Arrivano in terapia “tardi” perchè finora si sono mascherate e pensavano di essere loro sbagliate. Ma poi quando la rabbia, la felicità e la tristezza diventano ingestibili e incomprensibili agli altri questo far finta non regge più. Lo stress diventa così forte che c’è bisogno di qualche strategia per sentire queste emozioni meno pesanti.

Dare un nome a questo sentirsi “diverse” permette di conoscersi, accettarsi e farsi conoscere e accettare dagli altri nella propria unicità.

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